Quando si parla di investimenti, l'attenzione va quasi sempre al singolo titolo o al singolo ETF. Eppure la decisione che conta di più viene prima: quanto del tuo capitale mettere in ciascuna classe di attivo. È quella che determina quanto oscillerà il portafoglio e, in buona parte, quanto potrà rendere nel lungo periodo.
Cos'è l'asset allocation
L'asset allocation è la ripartizione del portafoglio tra grandi categorie di investimento, con caratteristiche di rischio e rendimento diverse:
- Azioni: il rendimento atteso più alto nel lungo periodo, ma anche le oscillazioni più ampie.
- Obbligazioni: più stabili, rendono meno e attenuano i ribassi del portafoglio. Un esempio sono i titoli di Stato.
- Liquidità: nessuna oscillazione, ma rende poco e soffre l'inflazione. Si può tenere anche in ETF monetari o conti deposito.
- Altri attivi, come materie prime o immobili, da valutare con cautela e di solito in quota minore.
Come sceglierla
L'orizzonte temporale
Più lontano è il momento in cui ti serviranno i soldi, più rischio puoi permetterti: hai il tempo per recuperare un ribasso. Per un obiettivo a due o tre anni le azioni sono in genere poco adatte; per la pensione tra trent'anni possono essere la parte principale.
La tolleranza al rischio
Non conta solo quanto rischio puoi sopportare sulla carta, ma quanto ne reggi davvero. Se un calo del 30% ti spingerebbe a vendere tutto, quel portafoglio è troppo aggressivo per te, qualunque sia il tuo orizzonte. Ricorda che recuperare una perdita richiede un rialzo più ampio, come spieghiamo nell'articolo sul recupero delle perdite.
Gli obiettivi e il resto del patrimonio
Un fondo di emergenza già pronto, un mutuo da pagare o un reddito molto stabile cambiano la quota di rischio che ha senso prendere. L'asset allocation va pensata sul patrimonio complessivo, non sul solo conto titoli.
Due esempi, solo per orientarsi
- Prudente: circa 30% azioni, 60% obbligazioni, 10% liquidità. Oscillazioni contenute, crescita più lenta.
- Dinamico: circa 80% azioni, 20% obbligazioni. Oscillazioni ampie, potenziale di crescita più alto su orizzonti lunghi.
Non sono raccomandazioni: la ripartizione giusta dipende dalla tua situazione. Conta soprattutto mantenerla nel tempo, con un ribilanciamento periodico, e realizzarla con strumenti ben diversificati e a basso costo.
Su Reflexi vedi la ripartizione reale del tuo portafoglio e puoi confrontarla con quella che ti eri prefissato.