Una delle asimmetrie meno intuitive della matematica finanziaria: se il tuo portafoglio perde il 20%, non basta un guadagno del 20% per tornare al punto di partenza. Serve di più. Molto di più se la perdita è grande.
Perché non è simmetrico
Un capitale di 10.000€ che scende del 20% diventa 8.000€. Per tornare a 10.000€ da 8.000€, serve un guadagno del 25%, non del 20% — perché il 20% di recupero si calcola su una base già più piccola. Con perdite più grandi il divario si allarga rapidamente:
- Perdita del 10% → serve un guadagno dell'11,1% per recuperare
- Perdita del 20% → serve un guadagno del 25%
- Perdita del 33% → serve un guadagno del 50%
- Perdita del 50% → serve un guadagno del 100%
- Perdita del 75% → serve un guadagno del 300%
Perché conta più di quanto sembri
Questa asimmetria è uno degli argomenti più solidi a favore della diversificazione e contro il concentrare capitale in pochi strumenti ad alto rischio: non è solo una questione di “evitare l'ansia”, è matematica pura. Evitare un crollo del 50% è più efficace, sul lungo periodo, che inseguire un rendimento più alto nei periodi favorevoli — perché il costo di recupero da una grande perdita è sproporzionatamente alto.
Cosa significa in pratica
Non significa evitare il rischio del tutto (senza rischio, in genere, non c'è nemmeno rendimento reale sopra l'inflazione — ne parliamo qui), significa dimensionare il rischio in modo che una perdita, quando arriva (e prima o poi arriva), resti recuperabile in un tempo ragionevole, non richieda un decennio di guadagni straordinari.
Fai il calcolo sul tuo caso
Il calcolatore di recupero perdite mostra esattamente il guadagno necessario per tornare in pari dopo un calo specifico — utile per capire in anticipo cosa comporta davvero un certo livello di rischio sul tuo portafoglio.