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Investimenti

Recupero perdite: perché un -20% richiede più di un +20% per tornare in pari

L'asimmetria matematica tra perdite e guadagni necessari per recuperarle, e perché è uno degli argomenti più solidi a favore della diversificazione.

Una delle asimmetrie meno intuitive della matematica finanziaria: se il tuo portafoglio perde il 20%, non basta un guadagno del 20% per tornare al punto di partenza. Serve di più. Molto di più se la perdita è grande.

Perché non è simmetrico

Un capitale di 10.000€ che scende del 20% diventa 8.000€. Per tornare a 10.000€ da 8.000€, serve un guadagno del 25%, non del 20% — perché il 20% di recupero si calcola su una base già più piccola. Con perdite più grandi il divario si allarga rapidamente:

Perché conta più di quanto sembri

Questa asimmetria è uno degli argomenti più solidi a favore della diversificazione e contro il concentrare capitale in pochi strumenti ad alto rischio: non è solo una questione di “evitare l'ansia”, è matematica pura. Evitare un crollo del 50% è più efficace, sul lungo periodo, che inseguire un rendimento più alto nei periodi favorevoli — perché il costo di recupero da una grande perdita è sproporzionatamente alto.

Cosa significa in pratica

Non significa evitare il rischio del tutto (senza rischio, in genere, non c'è nemmeno rendimento reale sopra l'inflazione — ne parliamo qui), significa dimensionare il rischio in modo che una perdita, quando arriva (e prima o poi arriva), resti recuperabile in un tempo ragionevole, non richieda un decennio di guadagni straordinari.

Fai il calcolo sul tuo caso

Il calcolatore di recupero perdite mostra esattamente il guadagno necessario per tornare in pari dopo un calo specifico — utile per capire in anticipo cosa comporta davvero un certo livello di rischio sul tuo portafoglio.

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