I titoli di Stato sono spesso il primo investimento a cui pensano i risparmiatori italiani, e per buone ragioni: sono semplici da capire, pagano interessi regolari e godono di una tassazione agevolata. Ma "semplici" non significa "senza rischi", e conviene sapere cosa succede tra l'acquisto e la scadenza.
Cos'è un BTP
Un BTP (Buono del Tesoro Poliennale) è un prestito che fai allo Stato italiano. In cambio ricevi una cedola, cioè un interesse pagato ogni sei mesi, e alla scadenza ti viene restituito il valore nominale. Le durate vanno da pochi anni fino a trenta e oltre.
Accanto ai BTP classici esistono i BOT, titoli a breve termine (fino a un anno) che non pagano cedole: il guadagno è la differenza tra il prezzo di acquisto, inferiore a 100, e il rimborso a 100. Ci sono poi emissioni dedicate ai risparmiatori, con caratteristiche specifiche come premi fedeltà o indicizzazione all'inflazione.
Perché il prezzo di un BTP cambia
Dopo l'emissione i titoli di Stato si comprano e si vendono in Borsa, e il loro prezzo varia. Il motivo principale sono i tassi di interesse: se i nuovi titoli vengono emessi con cedole più alte, quelli vecchi con cedole più basse diventano meno appetibili e il loro prezzo scende, e viceversa.
Più lunga è la scadenza, più il prezzo reagisce ai tassi: un BTP a trent'anni può perdere molto valore in un periodo di rialzo dei tassi, anche se lo Stato continua a pagare regolarmente. Se lo tieni fino a scadenza ricevi comunque il valore nominale; il rischio diventa concreto se devi vendere prima.
I rischi da conoscere
- Rischio tasso: il prezzo scende quando i tassi salgono, tanto più quanto è lunga la scadenza.
- Rischio emittente: legato alla solidità dei conti pubblici, che si riflette nello spread rispetto ai titoli tedeschi.
- Rischio inflazione: una cedola fissa può valere meno in termini reali se i prezzi corrono, come spieghiamo nell'articolo sull'inflazione.
- Rischio di concentrazione: mettere tutto su un solo emittente va contro il principio della diversificazione.
Quanto rende davvero un BTP
Il dato da guardare non è la cedola ma il rendimento a scadenza, che tiene conto anche del prezzo a cui compri. Un BTP con cedola del 2% comprato a 90 rende di più di quanto dica la cedola, perché a scadenza ti verranno restituiti 100.
La tassazione
Cedole e plusvalenze sui titoli di Stato italiani, e su quelli dei Paesi in white list, sono tassate al 12,5% invece del 26% applicato alla maggior parte degli altri strumenti. Resta dovuta l'imposta di bollo dello 0,2% annuo sul valore detenuto. Il quadro completo è nella nostra guida alla tassazione degli investimenti.
Su Reflexi puoi registrare i tuoi titoli di Stato insieme al resto del portafoglio e seguirne il valore aggiornato.