Il TFR, il trattamento di fine rapporto, è una parte della retribuzione che ogni anno viene accantonata e ti viene pagata quando il rapporto di lavoro finisce. Chi viene assunto nel settore privato deve scegliere entro sei mesi se lasciarlo in azienda o destinarlo a un fondo pensione. È una decisione che molti prendono senza pensarci, ma che può valere decine di migliaia di euro a fine carriera.
Se lasci il TFR in azienda
Il TFR lasciato in azienda viene rivalutato ogni anno con un tasso fisso dell'1,5% più il 75% dell'inflazione. È una rivalutazione prevedibile e senza rischi di mercato, che protegge abbastanza bene il potere d'acquisto ma raramente fa crescere il capitale in termini reali.
Al momento della liquidazione il TFR è soggetto a tassazione separata, con un'aliquota legata al tuo reddito medio degli ultimi anni: per redditi medio-alti può essere sensibilmente più alta di quella dei fondi pensione.
Se lo versi nel fondo pensione
Nel fondo pensione il TFR viene investito sui mercati, secondo la linea che scegli: più prudente o più orientata alle azioni. Su orizzonti lunghi il rendimento atteso è più alto della rivalutazione in azienda, ma non è garantito e può oscillare nel tempo.
I vantaggi fiscali e contributivi
- Tassazione finale agevolata: dal 15% al 9%, scendendo di 0,3 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo.
- Contributo del datore di lavoro: nei fondi negoziali di categoria, se versi anche un tuo contributo, spesso l'azienda aggiunge una quota che altrimenti non riceveresti.
- Deducibilità dei contributi aggiuntivi che versi di tasca tua, entro il limite annuo previsto dalla legge.
Questi elementi, in particolare il contributo del datore, sono spesso decisivi: è denaro in più che con il TFR in azienda andrebbe perso.
La scelta è reversibile solo in una direzione
Puoi lasciare il TFR in azienda e decidere più avanti di spostarlo nel fondo pensione, ma non il contrario: una volta scelto il fondo, il TFR futuro continuerà ad andare lì. Se non scegli nulla entro sei mesi, scatta il silenzio-assenso e il TFR viene versato al fondo negoziale previsto dal tuo contratto.
Come orientarsi
In generale il fondo pensione tende a essere più conveniente per chi ha molti anni di lavoro davanti e ha diritto al contributo del datore; chi è vicino alla pensione o vuole la massima prevedibilità può preferire l'azienda. Per capire quanto ti servirà davvero leggi la nostra guida alla pensione integrativa e prova il calcolatore pensione.
Le regole su anticipazioni e riscatti sono articolate: prima di decidere conviene leggere la nota informativa del fondo e, se hai dubbi, chiedere al tuo CAF o al consulente del lavoro.